Il turismo italiano ha un nuovo radar

Osservate 234 mila camere ogni notte e 152 milioni di ricerche l’anno

Prima ancora che arrivi una prenotazione, il turismo lascia una traccia. Una ricerca di hotel, una ricerca di volo, una camera venduta, un prezzo realmente pagato. Se questi segnali vengono messi in relazione, il mercato può essere letto con un anticipo molto maggiore.

È da questa logica che nasce il travel data lake di Zucchetti Hospitality, una delle più estese infrastrutture private di dati sul turismo italiano, che mette in relazione la domanda espressa dai viaggiatori con il venduto reale registrato dai gestionali delle strutture ricettive.

I numeri danno la misura del fenomeno: oltre 234.000 camere osservate ogni notte, 80 milioni di ricerche di soggiorno e 72 milioni di ricerche di volo ogni anno. Il venduto reale copre 1.769 comuni e rappresenta il 19% del parco alberghiero italiano censito.

I 5 numeri da sapere

234.000+
camere osservate ogni notte attraverso i dati dei gestionali

80 milioni
di ricerche di soggiorno ogni anno

72 milioni
di ricerche di volo ogni anno

1.769
comuni italiani coperti dal dato di venduto reale

63 giorni
l’anticipo medio delle ricerche di volo rispetto alla partenza

La copertura arriva a livello comunale e comprende tutte le regioni italiane, dalle città d’arte alle destinazioni balneari, montane, lacuali e termali.

La novità

Non si osserva soltanto ciò che è successo. Si può intercettare ciò che sta per succedere. È qui che il dato diventa particolarmente interessante per hotel, destinazioni e operatori turistici. Il sistema mette infatti insieme due informazioni che normalmente vengono analizzate separatamente: la domanda potenziale, rappresentata dalle ricerche dei viaggiatori, e la domanda concretizzata, rappresentata dalle prenotazioni effettivamente registrate.

Le ricerche di soggiorno, circa 80 milioni all’anno, sono distribuite su 1.736 comuni e oltre 170 mercati di provenienza. Il venduto, invece, viene letto direttamente dai gestionali utilizzati dalle strutture ricettive: non una stima del mercato, quindi, ma prenotazioni effettivamente registrate. A questo si aggiungono 72 milioni di ricerche di volo su 38 aeroporti italiani, con un anticipo medio di 63 giorni sulla partenza. Un segnale che può arrivare circa due mesi prima della ricerca di alloggio.

Il vantaggio competitivo

Il patrimonio informativo non nasce da una rilevazione esterna. È alimentato direttamente dall’ecosistema tecnologico di Zucchetti Hospitality: PMS, channel manager, booking engine e CRS. Questo permette di collegare tre momenti diversi dello stesso fenomeno: dove nasce la domanda, dove viene venduta la camera e dove viene registrata la prenotazione. È questa integrazione verticale, secondo Zucchetti Hospitality, a distinguere il travel data lake dalla semplice aggregazione di statistiche sul turismo.

Dal “cosa sta succedendo?” al “come potrebbe chiudere il mese?”

Il data lake alimenta Lybra Destination, la piattaforma che trasforma i dati in indicatori utilizzabili da destinazioni, enti e imprese. Tra le metriche disponibili: occupazione, prezzo medio a camera, ricavo per camera disponibile, anticipo di prenotazione, permanenza media, provenienza del prenotante, canale di vendita e tasso di disdetta, analizzabili per comune, ambito turistico e periodo. Su questi dati opera inoltre un modello di previsione capace di stimare la chiusura di un mese a 30, 60 e 90 giorni di anticipo. E non si tratta soltanto di una previsione teorica: l’errore viene misurato simulando date già concluse. Il risultato indicato nello studio è un errore del 3% in mediana sul mese in corso e dell’8% a 30 giorni sui mesi non ancora iniziati.

“Il dato deve diventare una decisione”

«Tra hotel, catene alberghiere e altre tipologie di strutture ricettive annoveriamo oltre 25.000 clienti che utilizzano le soluzioni Zucchetti nel mercato italiano, un patrimonio di informazioni di carattere gestionale che gli algoritmi di intelligenza artificiale e di machine learning sono capaci di valorizzare incrociando i dati provenienti da fonti esterne – commenta Angelo Guaragni, amministratore delegato di Zucchetti Hospitality -. L’obiettivo che ci siamo posti con il travel data lake consiste infatti nell’aiutare gli operatori del settore a pianificare strategie di marketing grazie a questa piattaforma digitale per ottimizzare la prenotazione delle camere, sia dal punto di vista della capienza che sul fronte delle tariffe. Zucchetti, quindi, non si limita a offrire solo tecnologia, ma si propone come partner strategico capace di fornire soluzioni all’avanguardia che supportano i clienti nella gestione e valorizzazione delle informazioni, trasformandole in nuove opportunità di business e di vendita».

Il prezzo che conta è quello realmente praticato

Un ulteriore elemento del sistema riguarda il prezzo: l’analisi considera infatti i prezzi effettivamente praticati, ricavati dal ricavo registrato e non semplicemente dalle tariffe esposte. Questo consente di ottenere una misura del prezzo reale a livello comunale, affiancando alla domanda e al venduto un terzo elemento decisivo per comprendere l’andamento di una destinazione.

Un’infrastruttura dati, non una semplice dashboard

Il travel data lake di Zucchetti Hospitality punta così a trasformare una quantità crescente di segnali in uno strumento per prendere decisioni. Domanda, prenotazioni, prezzi, provenienze, canali di vendita e previsioni confluiscono nello stesso ecosistema e diventano informazioni utilizzabili da operatori e destinazioni. I dati vengono anonimizzati e aggregati per destinazione e non sono riferibili a una singola struttura identificabile. Le informazioni vengono rese disponibili attraverso report periodici, cruscotto web o interfaccia applicativa.

Per il turismo italiano, la partita dei dati non è più soltanto capire cosa è successo ieri. È provare a capire, con sempre maggiore anticipo, cosa potrebbe succedere domani.